La Disposofobia è un disturbo mentale che si riferisce ad un comportamento compulsivo di acquisire, accaparrare, conservare una considerevole quantità di oggetti, spesso totalmente inutili, e il più delle volte dannosi e nocivi.
Non si conosco esattamente le cause nè se tale disturbo sia un sintomo di un disturbo più importante come il Disturbo Ossessivo Compulsivo, ma sta di fatto che si tratta di
un disturbo che crea un reale impedimento al procedere regolare della propria vita nel quotidiano.
Ciò che contraddistingue la Disposofobia da una tendenza “normale” a conservare oggetti è rappresentato dalla compulsività con la quale si tende ad accapparrare il più possibile cose senza valore nè utilità, tale da occupare spazi vitali della propria abitazione, come salone, cucina, bagno.
Chiaramente la tendenza osessiva di possedere sempre più cose può determinare scarse condizioni igieniche ed un impedimento pratico nella possibilità di muoversi dentro casa. Inoltre per un disofobico gettare oggetti provoca un dolore profondo come se gli venisse strappata una parte di sè.
Conservare per il disposofobico vuol dire mantenere la memoria della propria esistenza, è come dire “io esisto”, “ci sono” e tutto ciò che mi circonda lo dimostra; o ancora puòvoler rappresentare la paura del futuro, la paura di perdere il proprio passato.
La paura per il futuro può essere prevenuta conservando tutto ciò che pò essere utile per sopperire quindi ad eventuali bisogni che verranno e per evitare di trovarsi nella condizione di fare delle rinuncie.
Conservare inoltre vuol dire dimostrare la propria esistenza , come affermare la propria identità, quasi che questa sia rappresentata da oggetti ed azioni.