La Depressione è un disturbo dell’umore, ossia del tono dell’umore, tale da creare nel soggetto un forte disagio spesso compromettente tutto il funzionamento generale.
Quindi non parliamo di una semplice variazione dell’umore ma di una serie di sintomi a livello cognitivo, comportamentale, somatico e affettivo che alterano in maniera consistente le capacità di coping, di adattamento di chi ne sia affetto.
Ma è soprattutto il pensiero ad avere un ruolo da protagonista nell’insorgenza e in maniera sostanziale nel mantenimento dello stato depressivo.
La fine di una relazione amorosa, un fallimento lavorativo, la perdita di stima da parte di una persona a cui teniamo, o peggio la morte di un caro sono tutti eventi negativi che se non passano attraverso l’accettazione della perdita stessa e del successivo disinvestimento affettivo portano alla depressione.
Nella depressione il senso di perdita si generalizza in maniera abnorme a tutto il mondo e a se stessi, gettando la persona nello sconforto più profondo.
Una volta che questo processo si attiva si crea una spirale di pensieri negativi in cui cognizioni, umore, fisiologia e comportamento innescano una serie di reazione a catena determinando un peggioramento dello stato depressivo.
I pensieri negativi che ormai sono stati attivati portano la persona a vivere in un circolo vizioso dove meno si ricevono rinforzi positivi da parte dell’ambiente circostante più il soggetto si rende impotente a fronteggiare la vita e cade in un buio vorticoso.