La parola trauma indica in latino una lesione, una ferita del corpo prodotta da cause esterne taglienti o laceranti.
Secondo una visione prettamente psicologica Freud con trauma si riferiva ad una “situazione d’impotenza”, che, secondo i suoi studi, aveva un ruolo determinante nella patogenesi di alcuni disturbi mentali nei bambini.
Il trauma psichico può avere cause legate ad eventi esterni oppure più prettamente intrapsichiche.
In realtà i due aspetti non sono scindibili, ossia quando un fattore esterno implica un’esperienza personale dolorosa questo può essere definito evento/fattore traumatico.
Il trauma può essere considerato da un punto di vista oggettivo e soggettivo.
Dal punto di vista oggettivo la valenza traumatica è intrenseca all’evento, esistono infatti eventi specifici “insostenibili” per chiunque, come il terremoto, un incendio ecc..ecc…
Dal punto di vista soggettivo invece è importante valutare la portata individuale dell’evento traumatico e il modo in cui ognuno reagisce, “..maggiore è il sentimento della propria vulnerabilità di fronte ad un pericolo estremo, maggiore sarà la portata traumatica del vissuto. Psicologicamente, la frontiera del trauma è l’emozione inelaborabile, il sentimento di disperata ‘impotenza.” (Jon Allen, 1995).