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Narcisismo

Ma quanto mi piaccio!!!!!

Il Narcisismo è considerato, secondo il DSM IV, il manuale diagnostico dei disordini mentali,  come il Disturbo Narcisistico  di Personalità, caratterizzato da una percezione eccessivamente idealizzata di se stessi, tale da impedire ogni tipo di coinvolgimento affettivo/emotivo per gli altri.

Tutto nasce dalla famosa leggenda di Narciso, personaggio della mitologia greca, descritto come personaggio crudele, che disdegnava chiunque lo amasse; per punirlo gli dei decidono di farlo innamorare della propria immagine riflessa nell’acqua, fino a condurlo alla morte nel momento in cui si rese conto del suo amore impossibile.

La leggenda chiarisce molto cosa si voglia intendere quando si dice che una persona sia Narcisista, in termini patologici; un conto quindi è  avere un’alta considerazione di se stessi, sia sotto l’aspetto fisico che quello mentale, un altro conto è venerare se stessi, ignorando completamente gli altri e i loro bisogni!

Vivere concentrandosi solo su di sè, mettendo al primo posto esclusivamente i prorpi bisogni, rende le persone “disadattate”, lontane dalla possibilità di un’interazione sociale sana ed equilibrata, linfa vitale per la propria salute mentale!

Il Narcisismo in sostanza allontana la persona che ne è affetta dal mondo esterno, gettandola nella solitudine e molto frequentemente nella depressione fino alla possibilità di sfociare nel disturbo antisociale; seppur a volte il Narcisista intraprende delle relazioni, lo fà solo in funzione di una sua soddisfazione fisica/emotiva, in cui non c’è spazio per ciò di cui ha bisogno l’altro.

Uscire dal Narcisismo è possibile, grazie alla Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, che agisce sulla sfera cognitiva, modificando quegli shemi mentali che lo portano ad agire in tal modo.

Quando la coppia scoppia in vacanza!!

Può capitare che quando si và in vacanza, sopratutto d‘estate, in coppia, possano verificarsi delle difficoltà di comunicazione, di relazione, tali da portare alla rottura della coppia!

La vacanza d’estate è un’occasione per uscire dai ritmi stressanti che la vita di tutti i giorni ci costringe, per scaricare le tensioni e ricaricare le energie ormai al limite!

A maggior ragione la vacanza in coppia rappresenta il riappropriarsi dell’intimità sacrificata, durante tutto l’anno dai molteplici impegni di lavoro, familiari e sociali; il momento per confrontarsi e di ritrovare la complicità in un clima disteso e sereno attraverso una comunicazione più efficace.

Ma non è sempre così!

In vacanza infatti si tende a condividere molto più tempo e spazio rispetto al periodo di lavoro, in cui ognuno ha i propri ritmi, i propri spazi e difficilmente si condividono tante ore e diverse attività! Da questo momento in poi potrebbe nascere il conflitto, le incomprensioni, perchè si scopre che ognuno ha esigenze e tempi diversi rispetto all’altro!

La soluzione migliore affinchè la vacanza non si trasformi in una rottura della coppia, è parlare, comunicare con l’altro, imparando così a mettersi nei panni l’uno dell’altro, prendendo coscienza dei propri ma sopratutto degli altrui bisogni!!!

La vacanza deve rappresentare l’occasione per aprirsi senza pregiudizio, e sopratutto senza l’incalzare degli impegni e delle responsabilità che inficiano una comunicazione su un piano sereno e aperto; quindi il suggerimento migliore è quello che porsi uno davanti all’altro e imparare a riscoprirsi, nell’aspetto e nel bisogno emotivo l’uno dell’altro!!

Trauma

La parola trauma indica in latino una lesione, una ferita del corpo prodotta da cause esterne taglienti o laceranti.

Secondo una visione prettamente psicologica Freud con trauma si riferiva ad una “situazione d’impotenza”, che, secondo i suoi studi, aveva un ruolo determinante nella patogenesi di alcuni disturbi mentali nei bambini.

Il trauma psichico può avere cause legate ad eventi esterni oppure più prettamente intrapsichiche.

In realtà i due aspetti non sono scindibili, ossia quando un fattore esterno implica un’esperienza personale dolorosa questo può essere definito evento/fattore traumatico.

Il trauma può essere considerato da un punto di vista oggettivo e soggettivo.

Dal punto di vista oggettivo la valenza traumatica è intrenseca all’evento, esistono infatti eventi specifici “insostenibili” per chiunque, come il terremoto, un incendio ecc..ecc…

Dal punto di vista soggettivo invece è importante valutare la portata individuale dell’evento traumatico e il modo in cui ognuno reagisce, “..maggiore è il sentimento della propria vulnerabilità di fronte ad un pericolo estremo, maggiore sarà la portata traumatica del vissuto. Psicologicamente, la frontiera del trauma è l’emozione inelaborabile, il sentimento di disperata ‘impotenza.” (Jon Allen, 1995).

Coppie felici

Cosa rende una coppia felice??

Gli ingredienti necessari affinchè una coppia possa essere felice sono diversi, come:

  • l’amore
  • la fiducia
  • il desiderio
  • il mistero
  • la libertà

L’amore chiaramente è l’elemento base, è quel sentimento profondo di affetto, di condivisione, di complicità che lega due persone.

La fiducia e il desiderio fanno si che si possa dare la giusta libertà all’altro, rispettandolo nei suoi spazi, nell’espressione del suo modo di essere non solo come partner ma soprattutto come singolo.

Non deve però mai mancare una nota di mistero, inteso come quella capacità di sorprendere sempre l’altro, garantendo così un costante rinnovamento che combatte la routine e il possibile arrivo di quell’ ingrediente velonoso che si chiama: noia!!

Una coppia è felice quando ciascun partner è grato all’altro perchè è certo che le proprie esigenze vengano rispettate, senza sentirsi costretto ad assecondarlo in tutto per la paura di perderne l’amore.

La coppia cresce insieme ma all’interno di questa crescita c’è un evoluzione come singoli individui liberi ma allo stesso tempo legati da una profonda intesa.

Autismo e Pet Therapy

La Pet Therapy è conosciuta da anni come una terapia dolce che grazie all’ausilio di animali da compagnia riesce ad ottenere degli effetti estramamente benefici nel caso di molte patologie, tra cui anche l’autismo.

Sembra infatti che l’animale diventi il mediatore emozionale tra l’operatore della Pet Therapy e il paziente, come catalizzatore dei processi socio-relazionali; riesce quindi a facilitare la comunicazione e la comprensione tra operatore e disagio del paziente.

In particolare quando parliamo di paziente autistico l’incontro con gli animali, magari particolari, grandi, come può essere un leone marino, può suscitare una reazione forte, come uno shock positivo che lo conduce fuori dal suo isolamento comunicativo-emozionale.

L’emozione che il bambino autistico prova di fronte ad un animale, così grande e particolare, è talmente forte che si sente spinto a doverlo comunicare a chi sta al suo fianco. E questo rappresenta un’apertura nei confronti del mondo circostante, che porterà il bambino autistico al bisogno di interagire con gli altri, di imparare una forma, qualunque essa sia, di comunicazione.

Caldo..che stress!!

Il caldo tanto agognato ma al tempo stesso tanto temuto è già arrivato da qualche giorno e non ha alcuna intenzione di cedere!!

Che caldo…che stress!!!!

Dopo  mesi di clima mite e temperato molti speravano nell’arrivo del caldo estivo, ma una volta arrivato ci si è resi conto che porta con se condizioni di disagio e addirittura di pericolo per alcune categorie come bambini ed anziani.

Infatti per entrambe le categorie il caldo degli utlimi giorni è davvero pericoloso.

Di fondamentale importanza è seguire tutti gli accorgimenti pratici che i medici tanto raccomandano per evitare danni fisici, ma al tempo stesso è importante imparare a gestire il disagio in maniera lucida  e razionale.

E’ chiaro quindi che il primo passo da rispettare è prendere precauzioni contro il caldo quali:

- vestirsi leggeri

- bere almeno 1.5 di acqua fresca (mai fredda) al giorno

- fare dei bagni in acqua tiepida

- mangiare frutta e verdura

- evitare cibi fritti e grassi

- bagnarsi i polsi e la nuca con acqua tiepida

E ne potremmo dire tanti altri ormai ben noti a chi cerca in tutti i modi di difendersi dal caldo.

Difendersi da caldo però per molte persone spesso risulta difficile.

Il caldo determina sicuramente una condizione di affaticamento e stanchezza, tutto quello che riusciavamo a fare prima durante il giorno risulta ora faticoso e per molti versi quasi impossibile.

Se soffriamo di pressione bassa ad esempio il caldo non facilita le cose, se siamo sottopeso o in sovrappeso anche in tal caso siamo svantaggiati nel saper affrontare il caldo.

Ma a prescindere da tutte le difficoltà oggettive e soggettive che il caldo comporta un sistema c’è per difendersi dal caldo!!

E’ necessario predisporci mentalmente in  maniera positiva!!

Ossia pensieri come “oddio che caldo non ne posso più”, “oggi fa troppo caldo”, “che caldo..che stress” o ancora “ma quando finisce questo caldo??” ecc…ecc…porta la nostra mente a predisporsi negativamente al punto che anche la percezione dl caldo aumenti notevolmente!!

Estraniarsi invece da questi pensieri neutralizzarli o meglio sostituirli con pensieri positivi può aiutare a diminuire la senzazione di caldo e a farci fare quasi regolarmente le attività di prima.

Anche se la condizione di caldo è oggettiva, quindi il termometro segna più di 30 gradi, da parte nostra possiamo innanzitutto imparare a rilassare il corpo, con il Training Autogeno, il Ribirthing o il Rilassamento Progressivo Muscolare per poi impegnarsi a sostituire i pensieri sul caldo con pensieri che ci piaccioni di più.

Ad esempio ci si potrebbe concentrare su:

  • ricordi piacevoli
  • immagini a cui siamo legati
  • organizzazione di una vacanza
  • desideri futuri

Per poi passare ad agire qualora non riusciamo a fare a meno di pensare al fatto che faccia caldo, come:

  • ascoltare musica
  • leggere un libro
  • vedere un programma in tv
  • vedere un buon film

Lo stress da caldo se non viene frenato in tempo può essere più deletrio del caldo in sè, per cui provate a seguire questi piccoli accorgimenti. Per saperne di più contattaci.

Amore fino alla morte

La Sindrome di Samo

Si dice che l’amore non abbia limiti, ma spesso non si considera che questo può portare fino alla morte; per l’esattezza parliamo della Sindrome di Samo, un disturbo che coinvolge l’area della sessualità e dell’affettività, caratterizzata da un attaccamento patologico-ossessivo ad un partner affetto da malattie sessualmente trasmissibili, come l’AIDS, la gonorrea, l’epatite, la sifilide e una volta la lebbra.

La Sindrome di Samo porta le persone alla ricerca di un partner a cui dare amore, quasi condotti da una sorta di “altruismo erotico”, con la piena consapevolezza che questo sia affetto da malattie gravi, contagiose, come se l’amore fosse maggiormente rivolto verso la malattia stessa; la persona ha un impulso irrefrenabile ad avere rapporti sessuali non protetti per sentirsi generosi e altruisti, come gesto di dedizione totale verso il proprio partner malato.

La malattia dell’altro diventa per chi è affetto da tale sindrome come collante che rende la coppia come un’entità unica e separata dal resto del mondo, quindi ogni forma di protezione, quale ad esempio il preservativo, diventa una barriera, un fattore intrusivo nel loro rapporto unico e speciale.

Le cause che conducono alla Sindrome di Samo, non sono chiaramente note, ma da alcuni studi è emerso che i soggetti affetti hanno subito spesso traumi psichici, che hanno condizionato il loro sviluppo psico-sessuale, di cui spesso non ne sono pienamente consapevoli.

Discoteche,droga

La droga dello stupro: ecstasy liquida

Sembra che negli utlimi tempi giri un nuovo tipo di droga nelle discoteche chiamata Gbl o “ecstasy liquida“, già famosa però come droga dello stupro.

Di sicuro non circola solo nelle discoteche, ma pare sia questo il luogo in cui è più facile che venga reperita per poi usarla ai danni di qualcun’altro; semplice da assumere, si scioglie in acqua, è incolore e insapore  e questo la rende facilmente somministrabile a insaputa dell’altro.

La droga addormenta i muscoli e rende la vittima incapace di reagire agli stimoli, anche se questi sono violenti, motivo per il quale molti stupratori la utilizzano per rendere inoffessive le loro vittime.

La vittima poi non ricorderà nulla di quanto accadrà nelle ore successive all’assunzione della droga fino a condurlo ad un sonno spesso comatoso; chiaranmente se il dosaggio inizia ad essere elevato una delle conseguenza più drammatiche può essere il coma vero e prorio, o la riduzione degli atti respiratori, i danni al fegato, la degenerazione cerebrale e all’ ipotermia.

E’ bene quindi stare ben attenti a chi ci offre da bere nelle discoteche o in tutti quei luoghi deputati al divertimento senza limiti, dove ogni freno inibitorio viene abolito.

Uomo infedele

Molti studiosi sostengono che l’uomo sia infedele a causa di una predisposizione genetica.

Molti altri ritengono che ci sia una spinta neurobiologica al tradimento, come se l’uomo fosse spinto da un forte desiderio di procreazione che lo porta ad accoppiarsi con più partner possibili.

Altri studiosi ancora, sulla base delle osservazioni condotte su padri che tradivano con una certa frequenza hanno notato che  non corrispondono necessariamente figli fedigrafi, potendo così escludere la possibilità che ci sia una base genetica.

Ma è pur vero che la condotta dei genitori può influire fortemente su quello che sarà lo stile di vita comportamentale dei figli.

Si puù quindi supporre che le componenti emotive, le storie familiari, le storie relazionali, i modelli di coppia dei propri genitori e gli stili di attaccamento sono indicativi di una possibile condotta rivolta al tradimento.

Molti uomini spesso tradiscono per dimostrare la loro virilità, l’insicurezza li porta a cercare conferme del piacere, dell’essere capaci di conquistare  e di sentirsi desiderati.

In alcuni casi l’uomo diventa infedele quando si sente soffocare dalla routine, quando vive il rapporto di coppia come obbligo in cui si è perso o non c’è mai stato un reale desiderio di “vivere in coppia”.

Anche l‘eccitazione che deriva da un incontro clandestino e il timore di essere scoperti porta un uomo all’infedeltà.

Sembra comunque accertata la teoria secondo la quale se un figlio cresce con dei genitori che si sono traditi, non avrà molta fiducia nella possibilità che esistano rapporti stabili e duraturi, piuttosto tenderà a creare relazioni tormentate e difficili.

Le motivazioni che possono portare un uomo ad essere infedele possono davvero essere svariate e difficili da comprendere ma per vivere un rapporto di coppia sereno in cui il rischio di essere traditi o di tradire sia nullo è necessario parlare col proprio partner, esprimere ogni titpo di emozione.

Se un partner si sente insoddisfatto o agitato deve parlarne con l’altro, se inizia a sentirsi attratto da un’altra perosna deve interrograsi prima di tutto sul perchè e poi parlarne con il compagmo.

Solo il dialogo aperto e sincero può prevenire una situazione spiacevole e dolorosa come il tradimento. Per saperne di più contattaci.

Il movimento, il gioco e la fantasia sono tre momenti che appartengono alla sfera della spontaneità.

L’uomo si muove, gioca e il tutto è accompagnato dalla fantasia, dalla capacità non solo di riprodurre dentro di sè le immagini di percezioni scomparse ma anche la capacità di produrle ex-novo, di combinarle in mille modi possibili.

La capacità di movimento di ogni essere umano è caratterizzata non solo da spostamenti grossolani quanto da movimenti fini che non appartengono ad altri essere viventi.

La capacità di giocare seppur appartiene a tanti animali non può essere paragonata alla molteplicità di modi attraverso i quali l’uomo riesce a giocare.

Innanzitutto l’uomo gioca per tutta la vita, partendo da giochi semplici fino agli hobbies, allo sport e alle arti che più di tutto continuano a svolgere con inesauribile ricchezza gli aspetti ludici e la fruizione gratuita delle espressioni spontanee.

Pobabilmente anche gli animali hanno la loro vita “fantastica”, ma la fantasia è una prerogativa fondamentale dell’uomo.

La fantasia è una attività immaginativa che sta alla base del processo creativo, è come se fosse uno strumento del pensiero in grado di produrre idee, immagini, sensazioni reali e non.

 La fantasia accompagna ogni nostro movimento, ogni nostra forma di gioco.

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