febbraio 10, 2010 di stressami
L’eroina uccide le emozioni!!
E forse proprio per questo che molti scelgono di farne uso, perchè annulla la percezione dell’ansia, del dolore , dello stress, perchè crea l’illusione di essere in una dimensione altra dalla vita di tutti i giorni con le sue problematiche.
Ma l’eroina ha un effetto molto breve e all’improvviso ti ributta sulla terra, con tutti i suoi problemi che in realtà non sono mai andati via, anzi sono ancora lì ad aspettare!!
L’uso di eroina come fuga dalla realtà regala un’illusione effimera!!
Ed è proprio la ricerca disperata di questa fuga dalla realtà che porta l’eroinomane ad assumere una dose sempre maggiore di eroina, nella speranza che la sensazione di essere lontano dai problemi duri più a lungo!
Se solo si prova a smettere di drogarsi, sia il corpo che la mente si porranno in una condizione di allarme, e l’eroinomane si sentirà male da impazzire!!
L’eroinomane sarà agitato, verrà assalito dai crampi, come qualcosa che gli morde lo stomaco. E così si porrà alla ricerca disperata di uno spacciatore e l’assunzione di eroina diventerà sempre più importante!!
Il passo a diventare schiavo è breve!! si perde la libertà, la possibilità di controllare il corpo e la mente.
Ma uscire da questa gabbia mortificante è possibile, molti ci sono riusciti!!
Con tanta forza di volontà e sostenuti da strutture adeguate ci si può rimpossessare della propria vita!! Per saperne di più clicca qui.
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febbraio 9, 2010 di stressami

da www.girlpower.it
Le contrazioni irregolari spesso vengono confuse con le contrazioni del travaglio vero e proprio. In realtà le prime sono preparatorie e alcune donne addirittura non le percepiscono. Nella maggior parte dei casi iniziano a presentarsi durante il terzo trimestre di gravidanza, sono leggermente dolorose, ma soprattutto irregolari.
Spesso le contrazioni preparatorie durano dei giorni, può capitare che non si presentino anche per un giorno intero. Comunque sia il momento del parto si sta avvicinando e non resta che cercare di riposarsi il più possibile per risparmiare le forze fondamentali per partorire.
Se hanno una durata di almeno quaranta secondi ogni cinque minuti e sono più intense e dolorose di quelle avute in precedenza, il momento è arrivato. Di solito le contrazioni che si presentano ogni cinque-dieci minuti e durano dai venti ai quaranta secondi portano l’utero a dilatarsi di circa tre centimetri.
Quando le contrazioni si avvicinano nel tempo (ogni due o tre minuti) durando anche sessanta secondi l’utero si avvicina alla massima dilatazione raggiungendo anche gli otto centimetri. Quando l’utero è completamente dilatato e si aggira attorno ai dieci centimetri le contrazioni durano anche un minuto e mezzo e si presentano ogni trenta-sessanta secondi.
Le contrazioni sono avvertite come forti dolori nella parte bassa dell’addome, alcune li paragone ai dolori mestruali ma molto più forti; alcune donne percepiscono forti dolori anche alla schiena nella zona renale. Il dolore delle contrazioni è assolutamente soggettivo, non esistdue donne che le descrivano in modo uguale; alcune le descrivono forti dolori mestruali, altre dolori forti e acuti, oppure dolori sopportabili o insopportabili.
In questo momento il corpo della donna deve essere assolutamente concentrato a trovare tutta l’energia fondamentale per la fase espulsiva. Per questa ragione è importante consigliare alla partoriente di fare piccoli spuntini per apportare la forza fisica necessaria al parto ma senza appesantire lo stomaco (qualche caramella, piccoli pezzetti di cioccolata, una bustina di zucchero, un cucchiaino di marmellata o miele, qualche sorso di coca cola), ma è bene sapere che le forze si recuperano anche con la mente.
Quello che non tutte le donne sanno, infatti, è che la contrazione muscolare amplifica la sensazione di dolore, rendendolo più acuto, proprio per questo è importante che nel momento della contrazione la donna abbia acquisito una buona padronanza del proprio corpo e del modo in cui distendere i muscoli che, istintivamente con la sensazione di dolore, tendono a contrarre.
Questa capacità consente un parto decisamente più sereno e meno doloroso anche sulla base del fatto che evitare la contrazione muscolare “inutile” fa risparmiare energia preziosa da poter utilizzare a pieno per le. Per maggiori informazioni contattaci.
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febbraio 8, 2010 di stressami
Quando un’amore finisce sembra che tutta la propria vita abbia perso di significato, come se tutto ciò che hai fatto, tutto ciò che sei non servisse più a renderti felice!!
L’amore che finisce provoca una ferita profonda che rimarginarla, soprattutto i primi tempi, sembra impossibile!!!
All’inizio infatti il dolore sembrerà insopportabile e la prima cosa importante da fare per affrontarlo sarà quella di non soffocare i propri sentimenti, se si ha voglia di piangere è bene farlo, così come confidarsi con le persone che ci vogliono bene.
Spesso quando l’amore finisce tentiamo di capire dove sono le colpe!!
Alcune volte le attribuiamo a noi stessi, altre volte a chi ci ha lasciati, non considerando che spesso l’amore finisce e basta, senza una ragione precisa!!
Meglio non fissarsi sulla ricerca di ragioni inesitenti e non tramutare in odio quello che ieri era amore!!
Tanto non servirà a nulla!!!
Dopo aver affrontato il dolore, dopo averlo reso “accettabile”, solo a quel punto si riuscirà a imparare da questa esperienza e a coglierne il meglio.
Da un grande dolore impariamo a conoscerci, a valorizzare i nostri punti di forza e a migliorare quelli deboli!!
E’ solo questione di tempo e lentamente si ricomincia a sorridere come e più di prima!! Per saperne di più contattaci.
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febbraio 6, 2010 di stressami

da sognifantastici.it
Fin dal primo istante di vita il bambino si trova ad affrontare momenti di simbiosi con la mamma alternati a momenti di distacco, questo susseguirsi di presenza e assenza contribuisce alla nascita e all’arricchimento del mondo immaginario del bambino.
Pensando alla madre che non c’è il bambino cerca di ricreare quell’immagine che lo soddisfa e lo rassicura; il susseguirsi di momenti di soddisfazione e mancanza gli permette di prevedere che al momento di mancanza seguirà il momento di soddisfazione.
Questo diventa il mondo immaginario del bambino, che lo rassicura e gli permette di formarsi un idea della vita più o meno vicina alla realtà, gli permette di “costruirsi” una realtà che gli garantisca sicurezza e tranquillità.
In questo modo il bambino riesce a garantirsi che le cose ci sono sempre, sopportando le momentanee assenze, sopportando la frustrazione.
Grazie a questa strategia il bambino potrà senza traumi accettare la separazione progressiva dalla mamma fino alla piena autonomia; questo significa che riuscirà a rimanere all’asilo senza grosse difficoltà, perché ha dentro di sé, nel suo mondo, un’immagine della sua mamma, del suo papà, di ciò che gli è familiare.
Il bambino sarà attento a cogliere nel mondo che lo circonda elementi di conferma delle immagini che egli si è costruito nel suo mondo.
Il suo mondo immaginario si scontrerà prima o poi con un mondo reale, dove la pretesa di avere tutti ai propri ordini non è così semplice da ottenere e dove gli capiterà di doversi arrangiare da solo.
Se un bambino viene esposto a un ambiente caratterizzato dalle situazioni e i personaggi più vari, pur ricevendo la gratificazione dei suoi bisogni fondamentali, il mondo immaginario del bambino sarà ricco di immagini e di possibili soluzioni ai problemi, fornendogli un ventaglio di strategie di adattamento alla realtà ampio ed efficace.
Nel suo mondo immaginario le sequenze collegate al conseguimento del piacere potranno essere diverse, alcune efficaci con certe persone e meno con altre, riuscirà a sopportare di stare di fronte a un volto arrabbiato, deluso, stanco, e proverà strategie per trasformare quel volto in un’espressione più felice.
Il suo comportamento nel mondo reale sarà flessibile.
Un bambino viziato o iperprotetto si muove nel mondo reale, invece, come se le persone e le situazioni si dovessero adattare a lui, mentre il bambino cresciuto in un ambiente stabile, ma anche ricco di esperienze di frustrazione, si muove nel mondo reale in modo creativo, come se dovesse adattarsi ad esso.
Un bambino che viene trascurato si crea un mondo immaginario caratterizzato da persone eccessivamente potenti e il suo stile di vita potrebbe essere caratterizzato dalla paura dell’abbandono.
Avendo fatto l’esperienza di non essere accudito si muoverà nel mondo reale con sospettosità e aggressività preventiva.
Essere genitore è un “mestiere difficile”, ma è importante sapere quanto si può rendere libero il proprio bambino e nel dubbio non è una sconfitta riconoscere la necessità del consiglio di un professionista. Per maggiori informazioni contattaci.
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febbraio 5, 2010 di stressami
Ansia, agitazione e insonnia possono avere cause diverse: caratteristiche
particolari del ritmo sonno-veglia, cause fisiologiche, psicologiche e anche ormonali, che possono turbare la serenità.
Imparare a gestire i propri pensieri ansiogeni e capire come distendere il proprio corpo è fondamentale per limitare o eliminare gli stati di ansia, ma altrettanto importante è sfruttare l’aiuto dall’alimentazione quotidiana. I cibi, infatti, giocano un ruolo importantissimo, perché la quantità e la qualità di vitamine, proteine, oligoelementi assorbiti è strettamente legato al rilassamento muscolare, alla seretonina, all’adrenalina: i responsabili della nostra calma o ansia.
I cibi che favoriscono la calma e il sonno possono essere:
l’albicocca: frutto calmante per eccellenza; l’avena: ideale per chi non riesce a dormire o è stressato a causa del superlavoro intellettuale; il cavolo utile per il rilassamento del sistema nervoso e per il suo buon funzionamento, indicato per le persone che hanno problemi di insonnia; la lattuga: verdura calmante, che può essere utilizzata sia come pasto serale, sia come decotto delle foglie, proprio per conciliare il sonno; la mela dall’azione rilassante è un ottimo frutto per la sera, indicata per chi soffre di acidità gastrica anche su base nervosa; la zucca: calmante naturale, grazie a grandi quantità di vitamine B1, B2 e PP, svolge un’azione diretta sul sistema nervoso molto utile sia alle donne in menopausa, sia per le donne che soffrono di sindromi ansiose durante il periodo pre mestruale.
Tra le spezie quelle che favoriscono il rilassamento sono:
- Basilico
- Maggiorana
- Origano
Naturalmente l’alimentazione da sola non risolve disagi che devono comunque essere affrontati e gestiti, ma in un’ottica di prevenzione dare spazio a quegli alimenti che aiutano la distensione e la calma è un ottima abitudine, perché abbassando il livello di ansia e stress si affrontano le difficoltà quotidiane forti di un metabolismo sano e solido. Non possiamo ignorare il fatto che mente corpo e mente sono elementi dello stesso insieme.
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febbraio 3, 2010 di stressami
<<Se non prendo la cocaina non riesco a divertirmi!!>>
Queste le parole di molti ragazzi di oggi. Alcuni si fermano all’assunzione di sostanziose quantità di alcol, che li fa sentire più disinibiti, più sicuri di sé e soprattutto li mette in condizione di essere “giustificati” nelle loro azioni in quanto “ubriachi”!!
Ma molti altri proseguono, vanno oltre e scelgono la cocaina. Scelgono di “sniffare” di “pippare”, come si usa dire nel gergo giovanile, per sentirsi meglio, per essere all’altezza, sostanzialmente per divertirsi senza il peso della propria timidezza o inibizione.
La cocaina è un estratto della foglia di coca, una painta del Sud America, si presenta come sassolini bianchi o polvere. Si può tirare sù col naso o fumarla o iniettarla.
Chi assume cocaina non si sente drogato, perchè inizilamnete non ti impedisce di fare ciò che devi, anzi ti fa sentire più efficiente.
Esattamente la cocaina ti stimola a fare di più, ti aiuta a sostenere ritmi stressanti almeno dieci volte più degli altri ma quello che alletta di più i giovani è che aumenta le prestazioni sessuali!!
In quanto stimolante attiva tutto il sistema neurovegetativo, sottoponendolo ad uno stress esponenziale, che nel momento in cui ne venga privato va in allarme, mettendo il soggetto in forte stato di tensione, inquietudine, fino a portarlo ad un vero e proprio stato paranoico!!
La cocaina è pericolosa dal suo primo utilizzo, perchè anche a basse dosi può provacare infarto e attacchi epilettici, e nell’utilizzo costante perchè porta a impotenza, frigidità e nella migliore delle ipotesi a perforazione del setto nasale e polmoniti croniche.
Anche se la prima volta che assumi la cocaina hai la sensazione di essere invincibile, bisogna sempre che ricordi che la dipendenza psicologica che ne deriva a breve ti porterà ad una vita infelice!!! Per saperne di più contattaci.
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febbraio 1, 2010 di stressami
L’Herpes Genitale è provocata dall’ Herpes Simplex Virus, che si trasmette con i rapporti sessuali e anche da madre a figlio durante il parto.
L’infezione è inizialmente priva di sintomi, solo dopo la prima settimana dal contagio si manifestano prurito e bruciore genitale.
Si possono anche creare delle vescicole sui genitali che dopo qualche giorno scoppiano lasciando delle piccole ulcere dolorose.
Ancora possono manifestarsi sintomi febbrili, mal di testa e ulcere nelle donne su cervice uterina, vulva e vagina, che con il contatto delle urine provoca dolori molto forti.
L’herpes genitale se non viene curata in tempo insidia il virus nell’organismo per tutta la vita.
E’ fondamentale quindi rivolgersi al proprio ginecologo, o anche solo informare il proprio medico di famiglia che poi vi indirizzerà ad uno specialista.
In caso di contagio da Herpes Genitale contemporaneamente alla cura è bene astenersi da ogni attività sessuale fino alla scomparsa totale dei sintomi.
L’herpes è una malattia trasmessa sessualmente e quindi è chiaro che prendere sempre precauzioni soprattutto in caso di rapporti occasionali è il modo migliore per prevenire il contagio. Per saperne di più contattaci.
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gennaio 30, 2010 di stressami
Il triangolo dell’amore è formato da tre componenti:
l’intimità, la passione e l’impegno.
Senza una di queste tre componenti non possiamo parlare di “amore”, nel senso di relazione stabile basata su una progettualità condivisa!!
L‘intimità si riferisce ai sentimenti che in una relazione promuovono la vicinanza, il vincolo e la connessione.
Quando ci si definisce intimi con un’altra persona significa che ne condividiamo il raggiungimento della sua felicità, il bisogno che l’altro stia bene, la spinta a fidarsi pienamente dell’altro, ad averne comprensione, a condividerne doveri e piaceri, a sentire la necessità di comunicare intimamente i propri disagi.
L’intimità nasce quindi da una forte interconnessione, da un legame basato sulla fiducia, comprensione e lealtà reciproca.
L’ntimità è quindi la base dell’amore ma si costruisce lentamente e spesso molto a fatica.
La passione invece implica uno stato di deisiderio di unione, di fusione con un’altra persona. E’ l’espressione di desideri e bisogni, come l’appagamento sessuale, l’affiliazione, la cura.
La passione può tenere unite due persone in modo molto intenso, ma può durare poco se non viene alimentata dalla nascita dell’intimità.
L‘impegno infine presenta due aspetti, di cui uno è a breve termine, che consiste nella decisione di amare una persona e l’altro invece è a lungo termine, espresso dal bisogno di far durare quell’amore.
L’impegno quindi prevede il desiderio di condividere “ufficialmente” l’amore che si prova per una persona. Può quindi essere preceduto da una decisione, come quella di sposarsi, o di convivere.
L’impegno riesce a tenere vivo un legame non solo nei momenti felici, ma soprattutto nelle difficoltà.
Il triangolo dell’amore può funzionare solo quando le tre componenti siano presenti. L’impegno e l’intimità in genere sono stabili, a differenza della passione che può essere più fluttuante, ma l’mportante è che viaggi sempre sotteranea, che non sparisca mai in modo definitivo, altrimenti ogni relazione rischia di esaurirsi. Per sapene di più contattaci.
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gennaio 29, 2010 di stressami
La depressione è comune durante la gravidanza: tra il 14 e il 23% delle

da salute.pourfemme.it
donne gravide ne sperimenta i sintomi e circa il 13% assume antidepressivi almeno una volta mentre è incinta (“The Management of Depression During Pregnancy: A Report from the American Psychiatric Association and The American College of Obstetricians and Gynecologists,” is published in Obstetrics & Gynecology, settembre 2009 e General Hospital Psychiatry settembre/ottobre 2009).
Spesso la depressione nelle donne gravide non viene trattata per il timore di danneggiare il feto. Per il neonato, però, l’assenza di trattamento è dannosa quanto l’uso di farmaci: i neonati nati da donne con depressione sono più agitati e irritabili, sono meno attivi e attenti ed evidenziano un minor numero di espressioni facciali rispetto ai figli di donne sane. I sintomi depressivi nelle madri possono anche associarsi a cambiamenti nella crescita fetale e nascita prematura.
Diversi studi sull’utilizzo di antidepressivi in gravidanza, però, hanno registrato la possibilità di malformazioni fetali, difetti cardiaci, ipertensione polmonare e peso ridotto alla nascita.
Sicuramente diagnosticare la depressione in gravidanza può essere complicato, perchè i sintomi somigliano ad alcuni comportamenti e sensazioni normali nelle donne in gravidanza, come i cambiamenti nell’umore, nei livelli di energia, nell’appetito e in alcune dinamiche di pensiero. Inoltre, le donne depresse tendono maggiormente ad avere una scarsa cura prenatale e di conseguenza, complicazioni nella gravidanza, come ad esempio una maggiore tendenza alla nausea e al vomito, alla gestosi e all’uso di droghe, alcol e nicotina.
La ricerca vuole rispondere a queste difficoltà nel trattamento e nella diagnosi della depressione in gravidanza, sostenendo l’importanza della psicoterapia per alcune pazienti, sia essa individuale o di gruppo, da sola o in combinazione con altri trattamenti medici e sottolinea l’importanza della collaborazione tra ginecologo e psicoterapeuta durante la gravidanza rispetto ad alcunpossibili situazioni come:
- Donne depresse che hanno intenzione di avere un bambino; se in trattamento farmacologico con sintomi lievi per 6 mesi o più, si può programmare uno scalaggio progressivo dei farmaci (invece di un taglio netto), prima di provare ad avere un bambino. La riduzione dei farmaci può non essere adatta a donne con una storia di depressione severa o con episodi frequenti, per chi soffre di psicosi, disturbo bipolare, tentativi di sucidio o altre patologie che rendono necessaria una farmacoterapia.
- Le donne in gravidanza che assumono psicofarmaci; la decisione sulla prosecuzione del trattamento farmacologico in gravidanza va concordata tra ginecologo e psichiatra, informando la paziente sui possibili rischi e benefici. In alcuni casi, si può decidere di ricorrere alla psicoterapia per sostituire o potenziare il trattamento farmacologico durante la gravidanza. Nei casi di depressione grave, però, è sconsigliato sospendere i farmaci.
- Donne gravide che non assumono farmaci; la psicoterapia può essere il trattamento elettivo per evitare gli antidepressivi in gravidanza.
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gennaio 28, 2010 di stressami
La fobia sociale tende a manifestarsi nella tarda adolescenza e nella prima età adulta, attorno ai 15-25 anni di età.
Le persone affette da questo disturbo vengono considerate soggetti a rischio di depressione e /o alcolismo.
Il fobico sociale è ben consapevole che l’ansia che prova costituisce un problema, un limite da superare e spesso per farlo utilizza delle strategie “pericolose”.
Ci sono diversi casi di fobici sociali che per superare l’ansia fanno uso di enormi quantità di alcol, quasi come una forma di “auto-medicazione”, chiaramente con effetti positivi a breve termine.
Chi soffre di ansia sociale vorrebbe uscirne il prima possibile perchè ben consapevole che questa condizione rende la propria esistenza come una costante “prova d’esame”.
Spesso per attenuare l’ansia il fobico sociale evita le situazioni che sa che lo porterebbero ad un incremento di sensazioni ansiogene negative.
Quindi l‘evitamento diventa la strategia, il meccanismo di difesa più usato, ma che a lungo termine porta all’isolamento dagli altri e dal mondo circostante!!
Provare ansia sociale fa sentire incapaci di affrontare gli altri quasi come se dentro di sé persistesse l’idea che “l’altro sia migliore ” con l’inevitabile conseguenza che la propria autostima col tempo venga a cessare completamente.
Tutto questo chiaramente pone il soggetto fobico a forte rischio di depressione.
Superare l’ansia sociale è possibile basta affidarsi ad esperti validi e seguire con costanza un percorso di psicoterapia. Per saperne di più contattaci.
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